Il Signore delle Stelle |
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giovedì, 25 giugno 2009
...In The Garden...
Ho seguito il delicato incedere di questa creatura del Cielo, venuta ad incipriarsi le antenne con la polvere lilla della lavanda in fiore nel mio giardino...
Ero con lei mentre accarezzava i petali minuscoli di questi fiori timidi, dal colore trasparente e dalla fragranza fresca.
Chissà che gusto potrà avere il nettare che la lunga proboscide va a raccogliere in quelle intimità del fiore che a noi uomini non è concesso ne ammirare ne esplorare...
Posso solo provare ad immaginare un insieme di dolce e di acidulo, di frutta e di sole, di crema e di lavanda...
A quanto pare dev'essere una squisitezza perchè nonostante mi attardi con la macchina fotografica a pochi centimetri, la minuscola farfalla si attarda per goderne fino all'ultima stilla...
Ma temo che a scostarmi assai velocemete sia io e non la golosa alata...
Mi giunge un furioso batter d'ali a pochi millimetri dall'orecchio...
...ed un'ombra tigrata mi attraversa il campo visivo scombinando l'immobilità di un'istante ormai sfuggito...
E' un'ape arrembante che a differenza della farfalla piomba sui piccoli fiori con inusitata veemenza, piegando al suo planare i sottili steli che reggono il delicato pasto...
Vista da così vicino incute un certo timore mentre affonda il suo muso corazzato nelle pallide corolle...
E pensare che questo mostro a strisce ci regala alimenti miracolosi come il miele e la pappa reale...
Preziose infaticabili veicoli di vita vegetale ed animale, fecero dire ad Albert Einstein che il giorno che non ve ne fossero più, la fine del mondo diventerebbe inevitabile.
Ma non ci sono solo le api...
Mentre mi avvicino con prudenza e senza nemmeno azzardarmi a respirare per coglier ogni sfumatura di questo manto regale che negli animali grandi veste le tigri, intorno a me è tutto un ronzare, un fremere di fame e voglia di affondar nel nettare prezioso...
Arrivano le artiglierie pesanti, i "Bombi"...
Eppure faccio fatica ad allontanarmi da tale e tanta meraviglia.
Vorrei poter essere qualche momento insieme a loro a scorrazzare per prati e giardini, per fossi e fontane, per cieli azzurri e fiori dai mille colori e dai mille profumi...
Oggi il Cielo sembra davvero chiamarmi ed il suo invito a lasciar la terra per una passeggiata fra le nubi mi fa inventare una foto che incornicio...
Papaveri in Cielo l'ho chiamata.
E' il mio saluto all'Estate...
Ed il mio invito a tutti ad alzare ogni tanto gli occhi non solo alle Stelle della Notte, ma anche ai fiori, alle api, al Cielo azzurro ed alle nubi che lo abitano...
E' la nostra casa.
La nostra Bella Casa...
GB
(Porcupine Tree - Lazarus)
Postato da: astrogigi a 20:57 | link | commenti (6) | mercoledì, 10 giugno 2009
In questi anni di passeggiate in Rete, ho visitato molti luoghi, ho curiosato in vari spazi, ho frequentato realtà varie e disparate.
Ne sono profano quanto può esserlo uno studente svogliato, ne sono lontano quanto può esserne un diavolo dall’acqua santa.
Confesso un certo imbarazzo io che sono profeta dei numeri e delle leggi fisiche a vedere come menti sensibili che si esprimono in versi possano trovare nel mio modo di pormi in lettere un taglio che di solito veste i passi di chi si muove nel delicato mondo della poesia.
Una delle scorse notti, un carteggio con una cara amica che di poesia ne sa e di mente pure, ha dato il via ad una sorta di punto fermo di cui vorrei provare a fare un sunto.
Data l’insolita mia veste di matematico dalla testa fra le nubi e dagli occhi pieni di Stelle, sovente alle prese con involontaria espressione di poetica prosa, mi ha coinvolto nella ricerca, ben conoscendo la mia razionale avversità per i facili encomi tributati a versi immondi di cui la rete è colma quanto di autocelebrazione acritica.
L’esperimento bilancia un po’ i miei sondaggi fra chi per nulla avvezzo ai modelli di fisica quantistica, vado a sollecitare per trovare nuovi spunti di interpretazione che possono scaturire da menti e animi non influenzati da anni di metodi e ricerche spesso ripetute e reiterate.
E’ stato come lanciare un sasso in uno stagno dove mai prima d’ora nulla fosse intervenuto a turbare e smuovere la linea pura dello specchio d’acqua.
Sono nati mille cerchi non sempre concentrici, e mille riflessi quasi mai identici.
E’ solo un gioco; di più non posso.
Invito chiunque voglia a lanciare un sasso in questo stagno per divertirci un po’ a leggerne i riflessi, anche solo per passare un po’ di tempo ad ascoltare il vento.
l'Emozione.
La miglior poesia è quella non scritta ma è quella vissuta.
è un povero simulacro del vissuto,
GB
(Fabrizio de Andrè & PFM - La Canzone di Marinella) venerdì, 22 maggio 2009
Mi è capitato spesso di vivere l'Alba.
E' il momento della giornata in cui mi è più facile sentirmi vivo.
Ed è qualche tempo che lo sento poco.
Ho sospeso il mio viaggio di una mattina scorsa per respirare la nebbia leggera che accarezzava con le prime luci questo campo ricamato a papaveri.
I suoni che vestono l'Alba sono sussurri di risveglio e di rinascita dopo il buio ed il freddo della notte.
Allo spegnersi delle luci degli uomini si accendono i colori del Cielo.
Ed è nella pace di quei momenti sospesi che riesco a leggere meglio ciò che una lettura recente mi ha lasciato dentro.
In Angeli e Demoni ho trovato un accenno ad una preghiera attribuita a San Francesco che recita così:
" Signore, ti prego; dammi la forza di accettare ciò che non posso cambiare"
No.
Non è ancora Tempo.
Qualcosa mi sta portando via.
Ma non ho ancora deciso di accettare.
Non è ancora Tempo.
Userò ogni Colore del Giorno, userò ogni sussurro dell'Alba, userò ogni scintilla della Notte.
Non è ancora Tempo.
Assorbirò ogni sospiro di fiore della Terra e del Cielo.
Ma non pregherò per rinunciare.
Non è ancora Tempo.
GB
(Pieranunzi - Rava - La Canzone di Nausicaa)
Postato da: astrogigi a 20:33 | link | commenti (5) | domenica, 29 marzo 2009
Racconto una settimana intensa...
Venerdì 21 marzo: Incontro con il Prof Evandro Lodi Rizzini del CERN di Ginevra a proposito del progetto LHC : Alla ricerca del Bosone di Higgs.
Una passeggiata nel giardino delle particelle elementari in compagnia di uno dei maggiori esperti di Antimateria.
Il racconto di un’avventura iniziata poco più di 13 miliardi di anni fa ripercorsa all’indietro per ricreare quelle condizioni che hanno dato inizio al tutto.
Pochi minuti sono stati sufficienti per uscire dal tempo e riavvolgere la storia fino a pochi istanti dopo il Big Bang; Cerchiamo un fiore, un piccolo fuoco artificiale che racchiude in sè un passaggio che è insieme morte e nascita, creazione e distruzione.
Un istante in cui la materia si veste del suo abito di Luce per dar vita ad una cascata di nuove realtà che sono i mattoni del Creato.
Il Bosone di Higgs che si spoglia della sua massa per frantumarsi in mille rivoli di nuove vite, minuscoli tasselli che altro non sono che il DNA della realtà.
![]() Il passaggio cruciale è nell’accettare che Materia ed Energia siano aspetti diversi di un’unica realtà e che possano scambiarsi il diritto all’esistenza nel nostro mondo e nel nostro tempo.
Lo Spazio che accoglie la realtà ha un ordito elegante, simmetrico, armonico.
Ma ci sono pieghe, strappi, grumi in quel ricamo che segnalano come qualcosa sia accaduto, qualcosa sia stato distrutto per creare una nuova veste all’esistenza.
Un lampo ed ecco che la dove c’era un granello di materia ora ci sono 4 piccoli frammenti che brillano per un raggio di luce che ne illumina la nascita.
Sia la nascita che la morte sono motivo di luce.
Ed allora scocca il pensiero: ma allora anch’io quando morirò lascerò un raggio di luce ?
In quel bagliore ci sarà il calore del mio cuore ?
Un riflesso potrà trasportare l’emozione di un mio sorriso?
Se la Materia di cui sono fatto è il vestito dell’Energia che sento, cosa succederà al mio scambiarmi gli atomi con onde ?
![]() Io sono Massa che veste energia di Altri ?
Il mio sentire viaggerà nell’Universo ?
![]() Atlas, questo colossale apparecchio fotografico ci rivelerà l’Anima dell’Universo ?
L’anima di noi tutti ?
![]() Sabato 22 Marzo: Notte a Passo C
Una notte così non capitava da un pezzo.
Cielo cristallino, temperatura rigida ma assenza di vento e di umidità.
Ancora tutti a cercare di ricombinare idee e neuroni dopo il terremoto LHC – Bosone di Higgs con materia ed energia che fluttuano intorno, dentro e soprattutto sopra di noi.
Miliardi di soli che hanno visto miliardi di uomini.
E stanotte noi guardiamo loro.
Jerry mi ha regalato l’unica fotografia che ha realizzato in quella notte di osservazione con gli occhi incollati ai telescopi e persi lassù, laggiù...
Lassù fra le Stelle e laggiù fra i nostri pensieri,a cercare ognuno di noi, dozzina di pazzi semicongelati al buio, la propria via alla comprensione, la propria risposta al perchè siamo qui, in questo Universo che sembra poterci ignorare ma che alla fine forse è lì per noi...
Oltre lo Spazio, persi al tempo in cui era solo energia...
Ed ecco un bocciolo di luce che illumina una nascita.
E’ un fiore che veste Stelle giovani.
La Nebulosa Rosetta nella costellazione dell’Unicorno.
![]() Venerdì 28 Marzo:Incontro con il Prof. Don Luigi Pizzamiglio, dell’Università Cattolica di Brescia: Galileo Galilei e la scienza moderna.
Un religioso che parla di Scienza da matematico e fisico.
Un religioso che si cosparge il capo di cenere per le censure e le ottuse reticenze che portarono alla condanna di Galieo ed alla sua abiura.
Un religioso che parla di Vangelo e supersimmetrie con la stessa partecipazione e con lo stesso trasporto.
Un religioso che come me cavalca un confine insidioso:quello che separa il crederci dal volerci credere.
Ed è un altro viaggio nella mente e nel cuore, un altro trasformare masse ed energie, un altro scambio fra razionalità ed emozione, far numeri e respiri, fra silenzi e sogni...
E’ sempre comunque sovrano lo stupore.
E’ sempre profonda l’emozione che comunque sia, comunque vada, io ci sono.
Noi ci siamo.
Siamo masse che portano contemporaneamente nel Tempo il loro corpo e la loro mente, la loro carica di atomi e il loro flusso di energia, che venga dalla mente o che venga dal cuore.
Non so perchè ci siamo
Non so se ci siamo capitati, se qualche dio burlone ci ha buttati nella mischia o se questo è solo un mondo matto.
Ma noi ci siamo.
E se in questo Universo meraviglioso, dove la bellezza si misura nel micromicro come nell’immenso sterminato, noi ci siamo, qualcosa vorrà dire no ?
Nulla avviene per caso.
Nemmeno io.
GB.
(Michael Andrews feat. Gary Jules - Madworld)
Qui un interessante evento su Galilei
domenica, 08 marzo 2009
Finalmente una giornata di Sole.
Ma non solo Sole...
Oggi sospese sui mei campi ci sono tracce di sogni...
...Nuvole...
Mentre passeggio in una campagna ancora vestita d'inverno, ascolto il loro canto e cerco di leggere le trame che ricamano in Cielo.
...La luce è di quelle che non lascia spazio ai grigi...
I colori sono accesi come se fossero esplosi nel loro fulgore dopo troppa attesa dietro muri di pioggia e barriere di buio.
E' ancora presto per l'arcobaleno dei fiori...
Ed allora Forse l'omaggio alle Donne oggi lo porgono le Nuvole...
...Come loro sono vestite di emozioni...
...Come loro sono in balia del vento, anche se quello che viene dal cuore non è sempre una brezza profumata...
Come loro diffondono la luce...e si vestono di riflessi sempre cangianti...
...Il tempo e gli uomini non le hanno ancora sapute inbrigliare, prevedere, dominare...
Questo Castello ha ospitato Lady Hawke.
Nonostante lo viva da quando sono bimbo, sento che oggi mi mostrerà una nuova magia...
...Il Sole, Re della Luce, sta lentamente calando accendendo di rosso le antiche pietre, e mentre la Luna, Principessa della Notte si fa largo fra le Nuvole sue Ancelle, una coppia di abitanti del Cielo si avvicina per una tenerezza che si fonda con i raggi dei due Astri...
E' un momento di magia che fermo con rapidi, rapiti scatti.
Non posso non scriverne con emozione.
Non posso non provare un fremito pensando alle mie Donne...
Ed alle volte che non le ho baciate.
Stanotte non sarà così.
...e per mille altre notti...
GB
(Modà - Favola) Postato da: astrogigi a 21:17 | link | commenti (5) |lunedì, 02 marzo 2009
Talvolta accade che in mezzo a tante nubi sbocci un angolo di Cielo che sembra annunciare un arrivo inatteso...
Luna e Venere vestite di azzurro e di rosa mi hanno ricordato che un Misterioso Viaggiatore sta passandoci vicino...
Con tanta pioggia, neve e nebbia, rischiavo di non potervi porre occhio e macchina fotografica, proprio in questi primi mesi dell'Anno Mondiale dell'Astronomia...
Ed allora in fretta e furia a caricar gli strumenti in macchina per fuggire in mezzo ai campi a cercare un angolo di buio.
...eccola !!!
La Cometa Lulin...
E' poco più che un batuffolo che si muove rapidamente fra le Stelle per un fugace saluto al Sole prima di ritornare nelle profondità da cui proviene.
Le immagini non rendono giustizia alla sua magnificenza, ma la nebbia che avvolge di magia la campagna se da un lato ci ammanta e ci protegge, dall'altro spegne i colori e la brillantezza della chioma.
Ma siamo felici lo stesso.
Andrea non smetterebbe più di scattare foto per portar con sè un pò di quella coda fatta di luce e di silenzio...
Tornato a casa, mentre rivedevo le immagini di questo visitatore celeste, mi è fiorita una similitudne romantica e bizzarra, ma forse non del tutto sbagliata: sono anch'io una specie di Cometa.
Dalle più remote profondità dello spazio aperto, queste pietre solitarie fatte di ghiaccio e polvere si avvicinano silenziose e buie al Padre Sole, finchè ne avvertono il caloroso abbraccio e si vestono di splendori e luci che dispiegano per 100 e più milioni di chilometri...
Vivono un attimo di meraviglia, donando al Cielo un momento di magia e di bellezza eterea.
Per poi tornare nel loro regno lontano e gelido.
Ma non si spengono.
Ritorneranno al Sole.
Le vedevano come foriere di presagi oscuri, mentre sono fatate ancelle della luce.
Io sono capitato qui catturato dal mio Sole, provenendo da uno spazio lontano e silenzioso. Con Lei ho formato un piccolo sistema che oggi ospita un satellite nato dallo scambio di materia ed energia che abbiamo fuso.
Oggi brilliamo nel nostro piccolo Cielo. Ma presto il mio viaggio riprenderà. E la mia coda di luce pian piano sfiorirà. Tornerò nel grembo del creato. Ma forse tornerò. E rientrerò nel Cielo che ho lasciato per trovare molte nuove Stelle. Passerò tra loro spiegando la mia coda di luce e farò sognare altri occhi ed altri cuori.
Come succede a me quando un misterioso viaggiatore viene a ricordarmi da dove siam venuti.
GB
(Weather Report - Misterious Traveller)
Qui il programma degli eventi per l'Anno Mondiale dell'Astronomia organizzati dal nostro Gruppo. Se capitaste da queste parti, potreste anche chiedete di me...
Postato da: astrogigi a 20:46 | link | commenti (6) | martedì, 17 febbraio 2009
...mentre il Tempo se ne va...
...sgretola le rocce, diluisce il dolore...lo liquefa pian piano, sciogliendo la lacerazione del trauma in un più morbido tessuto di malinconia...
...Ed allora riesci a muoverti nel ricordo anche più straziante, annebbiato dal tepore della nostalgia che ti fa socchiudere gli occhi e riaprire il cuore.
Hai ancora paura.
Sai che farà male.
Ma hai voglia di entrare nel ricordo.
Spegni il Tempo di oggi per lasciar scorrere di nuovo quello di ieri.
Sei travolto da mille pensieri che fuggono da quella breccia nella tua storia.
Sei disorientato, ma ormai hai fatto il passo e lasci che il ricordo ti prenda, ti avvolga, ti accompagni nel viaggio nella memoria.
E come nel quadro di Salvador Dalì anche tu sei morbido, sciolto, liquido...come il tempo che ripercorri dilatando o increspando questo o quel momento...
...mentre ti avvicini all'incontro...
Tornerò a scrivere.
Tornerò a raccontare il mio viaggio nel Tempo.
Tornerò a dipingere le parole che vivo nel mio uscir di scena.
Tornerò ad interrogare il Cielo per scoprire dove andrà il mio tempo, il mio cuore...
...il mio respiro, il mio ricordo...
Il mio passato...
Un'altra foglia dall'albero del Tempo.
Ancora un ricamo fra i sogni di una memoria stanca ma non del tutto doma.
I miei alberi sono impronte del mio passaggio, custodi dei ricordi sciolti fra gli ingranaggi del passato.
Non è ancora finito.
Il mio Tempo non è ancora finito.
Tornerò perchè le Stelle brillano ancora anche per me.
GB
(Stefano Bollani Trio - E Lucean Le Stelle) Postato da: astrogigi a 21:50 | link | commenti (11) |giovedì, 25 dicembre 2008
2009 Anno Internazionale dell'Astronomia
One Earth, One Sky.
Io ci sarò.
Ed il mio augurio e ci siate in tanti anche Voi, per riempire i Vostri occhi di Stelle, di Luce, di Bellezza ed Armonia.
In Pace
One Earth, One Sky One Heart
GB
(il filmato in alta definizione può richiedere qualche minuto per essere scaricato)
Postato da: astrogigi a 19:52 | link | commenti (6) | sabato, 06 dicembre 2008
...Sono andato via per un pò...
Nuvole sopra di me e nuvole dentro di me mi hanno impedito di godere di questo evento lo scorso lunedì ... La Luna ha occultato Venere, il Pianeta che brilla più di ogni altra Stella nei nostri Cieli. Ne ha oscurato la luce, opponendosi con la sua mole ed impedendoci di ammirarla nei bagliori del crepuscolo. E' successo anche a me. Ho viaggiato per altri Cieli, visitando spazi di persone che hanno visuali e visioni diverse dalle mie; ho provato a calarmi in altre prospettive e ad ascoltare altre armonie. E ne sono uscito oscurato. Traccio in questo mio diario più del cuore che della mente un breve spunto per un confronto con coloro che vorrano sostare fra le mie righe ed i mei pensieri.
Per tutta la vita ho ammirato il Cielo, ne ho dapprima vissuto la magia di spettacoli che appena dopo aver riempito gli occhi colmano il cuore di un'emozione ben più grande del contenitore che la ospita.
Ne ho poi pian piano esplorato una bellezza più intima, più nascosta, più profonda: quella delle leggi che ne regolano la vita, che ne governano l'evoluzione, arrivando a sfiorare i misteri più celati nelle profondità dell'Universo.
Cosa c'è dietro le Stelle ?
Cosa c'è lassù ?
Chi sono io per stare in mezzo a loro ? Perchè sento così forte il loro richiamo io che sono un punto piccino piccino quaggiù ? Man mano crescevano le mie conoscenze, man mano aumentavano gli strumenti in mio possesso per leggere meglio e con maggior comprensione le tavole dei Cieli, nascevano interrogativi sempre più intimi e prossimi alla domanda finale.
Nulla si muove nel Creato senza un perchè. Tutto evolve, si trasforma, e influenza ogni altra singola entità anche all'altro capo dell'Universo. Una sola è la lingua in cui è scritto il Cosmo: semplici o complesse che siano, sono leggi fisiche che solo la matematica può esprimere. L'uomo ci mette la voglia di capire, l'intuizione ed altre spinte che la matematica non riesce a contenere ma che il genere umano ha in se. Ed allora: ho ragione io e con me coloro che esplorano la Natura con attrezzi del sapere che grandi menti ci hanno regalato con il loro lavoro e la loro genialità ....
...Poincarè, Riemann, Minkowsky... ...Fermi, Rubbia, Penrose... ...e migliaia di persone che hanno alzato gli occhi al Cielo da quando è stata data loro la luce e la capacità di cavalcarla a ritroso nel Tempo fin negli abissi più reconditi dello Spazio Profondo... Per scoprire armonie sempre più eleganti, sempre più tendenti alla semplicità dal disordine e dal caos apparente di milioni, miliardi di galassie sparse per l'Infinito. Hanno forse ragione coloro che dicono che là fuori c'è Dio ? Oppure coloro che sostengono che tutto è frutto solo della nostra immaginazione, creazione delle nostre mente che illusorie ci dipingono scenari mutevoli ed indefiniti che dovrebbero traghettarci ad una non meglio identificata fusione pricoemozionale in nirvana di luci sublimi ed eterne ?
Ho voluto provare a pensare un pò diverso per una volta: ho deposto calcolatrice e telescopio ed ho guardato in basso. Ho guardato gli uomini che si accingono alla ricorrenza della nascita di quel Dio che potrebbe essere il Creatore di queste meraviglie fra cui mi ci metto anch'io: e quel che ho visto mi ha oscurato. Non ho visto sorrisi o serenità, non ho visto raccoglimento o pace, non ho visto carezze o baci. Non ho visto occhi all'insù ma mani all'ingù verso tavole imbandite, verso bicchieri colmi per saziare appetiti di corpi sempre più lontani dalla meraviglia dei Cieli.
E visto che la neve mi ha fatto visita ripulendo l'aria e cancellando con il suo manto candido le impronte di noi uomini oscuri, ho deciso che io sto con le Stelle. Sto con quelle che illuminano il Creato sopra di me e sto con quelle che illuminano il Creato dentro di me. Le ho sedute qua al mio fianco in questo momento mentre scrivo il mio augurio di pace e serenità a tutti voi che sarete scesi fin quaggiù a leggere il mio disagio. E stringo forte loro le mani nel pensare che se un Dio la fuori c'è, in questo momento sa che sono ancora pronto a credere che ce la faremo a salirci fin lassù, alle Stelle. Perchè io ci andrò. Se questo Natale ci offrirà Cieli sereni, lasciamo che una Stella ci illumini lo sguardo. Forse un pò di quella luce calerà dentro di noi e torneremo a brillare come ha fatto Venere sbucando dietro Sorella Luna... Un augurio di pace a tutti
GB (Le foto dell'occultazione lunare sono dell'amico Gerry Sbarufatti e della sua Ely; grazie di cuore)
(Era - I Believe)
Postato da: astrogigi a 22:47 | link | commenti (16) | venerdì, 21 novembre 2008
...A dir il vero, anche un pò di più...
E' li che finisco per rifugiarmi quando ho bisogno di starmene un pò in pace.
Giorni strani quelli di quest'autunno strano, ricco di piogge ma anche di luce, di cieli blu e di ombre lunghe...
A passeggio nei campi capita di poter vedere la neve laggiù dove le brume di solito mostrano solo ombre scure a ricordare che non è tutta piatta l'alta Italia...
Ed è un piacere osservare come la Terra stia preparandosi al freddo riposo invernale.
E' questa stagione di passaggio quella che più di ogni altra mi invita ad andar piano, a fermarmi qualche momento ad ascoltare il respiro della campagna, osservando la lenta danza delle ombre.
Ormai si parte il mattino che ancora è buio e si rientra la sera che già è notte; se resti chiuso in un lavoro che non ha contatti con il Sole, rischi di fare tutta la settimana senza vedere il Cielo.
Mille volte me lo sono riproposto, ma solo la scorsa settimana, finalmente, sono riuscito a seguire le ombre in tutto il loro viaggio.
Dalle prime luci del mattino quando ancora le nebbie sfocano i contorni e diluiscono i colori, fino al colore acceso del mezzogiorno, che veste le ultime foglie di un abito speciale prima di stenderle a terra come coperta per l'inverno, ho passeggiato ed osservato, mi sono seduto ed ho ascoltato.
Il respiro della Terra è lento, calmo; sembra quello che di solito precede il sonno.
Mi ha accompagnato fra questi colori caldi, quasi fossero un ultimo tributo al Sole prima del lungo sonno nel buio della stagione fredda.
Mi sono sentito un pochino più in pace con la Terra; troppe volte mi dimentico che ne faccio parte.
Anche per me le stagioni scandiscono un ritmo di luce e buio, di calore e di freddo, di azione e di riposo.
Ho percorso molta strada a piedi in mezzo ai campi.
Il carico di macchina fotografica con bagagli misti di obbiettivi e affini, il fatto che mi sono dimenticato pure di mangiare, non hanno impedito di tornare a casa riposato e soddisfatto come da tempo non mi capitava.
Sono questi i momenti in cui ti accorgi di quel che purtroppo vai perdendo, preso come sei nel vortice del tuo giorno, del tuo dovere di padre, della tua etica professionale.
Basta poco però per riprendere contatto; basta regalarsi una domenica con la spina staccata, col cellulare spento, con il pc a dormire.
Prendi sotto braccio la tua sposa, lasci la figlia alla corte del suo giovanotto ormai automunito (ahimè altro segno del tempo che corre...) e varchi la soglia del tempo e torni dove correvi da ragazzo.
Le regali un fiore come quello che un ragno ha preparato per la sua dama e ti fermi magari dopo secoli a chicchierare con un pastore che la ricorda bimba mentre aiutava il papà la sul trattore...
Resta sempre la voglia di scappare sulla Luna, ma hai un motivo valido per rimandare ancora...
GB
(Final Fantasy XII - 1000 Words)
Postato da: astrogigi a 21:50 | link | commenti (6) | |
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